Radice del Fiore di Loto e il rimedio Macrobiotico



Conosciamo i fiori di loto come bellissima pianta ornamentale, purtroppo pochi conoscono le proprietà curative e terapeutiche della sua radice. Pare impossibile che una pianta che nasce e cresce in acque sporche e stagnanti possa dare alla luce un così candido fiore… La radice di loto (nome scientifico Nelumbo nucifera) è parte di una pianta acquatica perenne proveniente originariamente dall’Asia meridionale. Radice di loto in cinese è chiamata Lian-ou
La particolarità di questa pianta consiste nel fatto che le sue radici crescono sott’acqua nel fango, dando vita a fiori particolarmente belli e profumati, molto utilizzati a scopo ornamentale. Proprio per questo motivo  è  considerato simbolo di purezza: “nato dal fango ma non macchiato da esso”. Considerato sacro per induisti e buddisti, ritroviamo il fior di loto anche nelle rappresentazioni dei sette chakra (dal sanscrito “ruota”, i sette centri del sistema energetico sottile del corpo umano) con un numero ben preciso di petali a seconda del chakra a cui si riferisce. Qui, oltre che nel fiore, ritroviamo ancora una volta la perfezione di Madre Natura…





La somiglianza della radice con i suoi alveoli alla forma del polmone, per gli orientali le cose  simili sono regolate dalle stesse leggi (pianta curativa=organo). Ecco quindi, che la radice di lotus è d’aiuto per la cura del polmone e dei disturbi del sistema respiratorio. Nella conoscenza della Macrobiotica è intrecciata in questa modalità di vedere le cose nel globo terrestre, inoltre come dice la Macrobiotica "l’albero della vita è molto più folto dell’albero della scienza".






L’antica saggezza dell’Oriente ci consiglia l’utilizzo della radice di loto (Nelumbo nucifera), per le sue proprietà anti diarroiche, febbrifughe, emollienti e catarrali. È una pianta spessa e carnosa, ha una forma allungata e può essere utilizzata sia fresca che secca.  A tutta la pianta nel suo insieme vengono attribuite infinite qualità, tuttavia nulla viene eliminato: il fiore, le foglie, i semi e la radice sono impiegati in varie creazioni ornamentali, deliziosi e profumati tè, ma soprattutto..... bevande curative. In quest’ultimo caso la radice viene raccolta nei mesi invernali quando è ancora ricca di sostanze nutritive, quindi viene tagliata a listarelle orizzontali e successivamente essiccata al sole. Il risultato è un insieme di dischetti rotondi il cui interno presenta una distribuzione perfetta di forellini.
In Cina il loto da punto di vista alimentare viene usato sia per le radici come anche per i semi.
La medicina tradizione le cinese descrive la radice di natura fresca ma diventa tiepida se viene cotta, dal sapore dolce, durante l'assunzione procede verso lo stomaco, raggiungendo infine milza pancreas e stomaco. Inoltre  assumendo la radice cruda già in natura fresca, disperde il calore e promuove la produzione dei liquidi organici, rinfresca il sangue eliminandone i ristagni.






La conoscenza e meticolosità nei confronti delle proprietà terapeutiche di questa pianta ha origini molto antiche, dal punto di vista della bío medicina e nutrizionale, la pianta, in particolare le radici, di loto si contraddistinguono per le sostanze in essa contenute: è ricca, infatti, di fitonutrienti, di minerali, tra cui soprattutto rame, ferro, zinco, magnesio e manganese, e di vitamine, tra le quali la vitamina C, presente in una percentuale piuttosto elevata, le vitamine del gruppo B, nello specifico la vitamina B6, insieme ad acido folico o vitamina b29, niacina, riboflavina, acido pantotenico e tiamina. Si riscontra anche una buona percentuale di fibra, che permette di ridurre il livello di colesterolo nel sangue e contrastare la costipazione.






Come avevamo accennato la radice di loto fresca oppure essiccata (è molto difficile trovare in commercio la radice fresca), è un rimedio efficace per la tosse grassa e i problemi ed eccesso di muco,favorendo lo, scioglimento dei depositi nasali/bronchiali rendendo il muco più fluido  favorendone la fuoriuscita.
Queste "rotelline" molto conosciute nella Macrobiotica, aiutano il sistema respiratorio rinforzando i polmoni, se vogliamo fare una descrizione dell'aspetto visivo della radice, la rappresentiamo come una varietà di ninfea dalla buccia marrone e l'interno color avorio con cavità longitudinali. La sua bevanda può essere consumata come abbiamo già accennato nei casi di raffreddori, congestioni o infezioni dei seni nasali, ma anche nei casi di bronchiti,sinusite, asma, tosse e pertosse, otiti causate da eccesso di cerume.
La preparazione del decotto  consiste nel portare ad ebollizione dell'acqua in un pentolino, aggiungere circa sei rondelle di radice di loto, dal momento in cui l'acqua bolle attendere 10 minuti. Versare l'infuso in una tazza assumere quando è ancora molto caldo. La macrobiotica consiglia di non aggiungere zucchero oppure altri dolcificanti altrimenti andrebbe a compromettere l'efficacia di questo particolare infuso.
Tuttavia la radice di loto si usa anche in cucina. Essendo un efficace mucolitico è consigliato aggiungere 1/2 rondelle al minestrone. Personalmente quando termino al mia tisana mangio anche le rondelle hanno un gusto dolce e molto delicato. Solitamente nella Macrobiotica non si butta nulla!!!!!




Lo Studio Olistico Mudra propone questo rimedio macrobiotico quando i sintomi non sono gravi quindi, è bene provare auto curarsi con prodotti naturali. Non sostituiscono diagnosi medica. Non sostituiscono farmaci salva vita. Nel caso vogliate sentirvi sicuri consultate il vostro medico. Cerchiamo di agire sempre nel buon senso...



Elisa Parma














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